(14/06/2011) L’Emilia-Romagna è la regione, dopo il Trentino, che registra la partecipazione più alta degli elettori ai referendum: il 64,1 % dei cittadini si sono recati alle urne tra domenica e lunedì. Il Carlino di oggi riporta alcuni commenti ai risultati nell’articolo: “Emilia Romagna regina di quorum. Ai seggi superata quota 60%“.
C’E’ MOLTO di emiliano romagnolo nel voto dei referendum, soprattutto per quanto riguarda il primo,
e più importante, risultato: il raggiungimento del quorum. Se a livello nazionale si è superata la fatidica quota ‘50% più uno’, infatti, buona parte del merito è proprio dell’Emilia Romagna, seconda solo al Trentino Alto Adige per affluenza alle urne: ben il 64,1%, con alcune città dove l’asticella del quorum era stata raggiunta già nella serata di domenica. Altro che volata al fotofinish per non invalidare il voto.
LA PROVINCIA più virtuosa, anche a livello nazionale, è stata Reggio Emilia, dove si è recato alle urne il 68,4% degli aventi diritto. Nella classifica regionale seguono poi Bologna (66,5%), Ravenna (65,6%), Modena (65,5%) e Forlì-Cesena (64,5%). Ultima, ma sempre sopra la cifra del ‘50 più uno’, Piacenza, dove ha votato ‘solo’ il 53,7%. Il top in regione si è raggiunto a Fabbrico, nel Reggiano, dove ha votato il 76,5%, tallonato da Castel Maggiore, nel Bolognese, con il 74,5%. Sorprendente in negativo, se rapportato alla media regionale, è invece il dato di Caorso, nel Piacentino, già sede di una centrale nucleare: qui per i referendum ha votato meno del 60 per cento degli elettori: per la precisione, il 55,2%.
I RISULTATI del voto (in regione hanno ampiamente vinto i sì, con dati che oscillano tra il 91 e il 96% a seconda dei quesiti) hanno chiaramente provocato molti commenti politici. Per il presidente della Regione, Vasco Errani, quello di ieri «è un bellissimo risultato: è l’Italia che vuole cambiare, ed è questa la strada che dobbiamo percorrere con coerenza, forza e determinazione». Entusiasti i commenti anche di diversi esponenti del Pd, come il capogruppo in Regione, Marco Monari («Il vento in Italia sta cambiando: mentre Berlusconi andava al mare, la maggioranza dei cittadini italiani ha invece scelto di recarsi alle urne per votare ») e del Movimento 5 Stelle («E’ l’ennesima dimostrazione — ha detto il capogruppo in viale Aldo Moro, Andrea Defranceschi — che la politica, se fatta sui problemi della gente, piace ancora tanto»). «C’è un risveglio delle coscienze civili — ha invece affermato il presidente dell’assemblea legislativa, Matteo Richetti —: ma nessun partito può cantare vittoria per il raggiungimento del quorum, i protagonisti sono stati i cittadini. Il voto di ieri, infatti, è la testimonianza della scarsa rappresentanza dell’elettorato da parte dei partiti».
DI SEGNO chiaramente opposto, invece, i commenti provenienti dal centrodestra. «Ci inchiniamo davanti alla volontà popolare. Ora il Parlamento e il governo si attengano scrupolosamente a quanto stabilito dalle urne», la dichiarazione del deputato Pdl, Isabella Bertolini, mentre il consigliere regionale dei berlusconiani, Luca Bartolini, ha parlato di «referendum strumentalizzato dalla sinistra: il risultato non porterà a nessun beneficio per il nostro Paese».
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